giovedì 27 marzo 2014

Dallo storyboard al video

Dopo avervi parlato nelle scorse settimane dello storyboard ora siamo passati allo sviluppo del video, ovvero alle riprese e al montaggio. Qui vi mostro  il video che ho creato in questi giorni.


martedì 11 marzo 2014

Logo Fondazione Franchetti

La Fondazione Franchetti si basa su cardini culturali che hanno permesso e permettono tutt'oggi a ragazzi meritevoli con problemi economici di raggiungere un elevato livello scolastico, incoraggiandoli e sostenendoli sullo studio e nelle loro idee.
Dal 1906, anno di fondazione dell’ associazione, l’istituto non ha mai avuto un logo proprio ed il mio compito è stato proprio quello di creare il primo elemento grafico che raffigurasse la sua identità.
Il target a cui si rivolge questo logo, oltre ai membri dell’associazione, è composto principalmente dalle famiglie che non possono sostenere le spese di studio dei propri figli meritevoli.
Il modo migliore per trasmettere l’identità dell’associazione attraverso una composizione grafica è quella di puntare su aspetti emotivi che facciano riferimento alla crescita
culturale, valori etici e morali di cultura, sapienza e di sviluppo dell’intelletto.
Prima della creazione del logo ho ricercato altri loghi di associazioni culturali per capire su cosa puntassero simbolicamente per riflettere la loro identità.
Durante questa ricerca ho notato che molti dei loghi visionati ricorrevano all’utilizzo di alberi per simboleggiare crescita culturale ed infatti ho deciso di puntare tutto lo sviluppo delle mie bozze e del logo finale su questo elemento metaforico.
Il logo che ho deciso di sviluppare, scelto tra le bozze proposte, si sviluppa principalmente in verticale ricordando la crescita naturale degli alberi.
I rami rappresentati si sviluppano all’interno di una sagoma di un profilo umano, vicino alla sua mente.
Il colore utilizzato ricorda quello presente sul sito internet dell’associazione ed anche il font graziato fa riferimento a quello utilizzato da essa; inoltre l’ho posto in basso a destra per integrarlo perfettamente con la sua composizione.
Eccone  alcuni esempi:
Progetto grafico di Luca Lionetti

Progetto grafico di Fabiana Moretti

Progetto grafico di Alessandro Leso
Progetto grafico di Christian Lorenzi


Progetto grafico di Thomas Varana

sabato 1 marzo 2014

Regola dei terzi

Nelle scorse settimane, abbiamo tenuto una lezione sulla regola dei terzi. Essa consiste nel tracciare, all'interno di un rettangolo, due linee orizzontali e due verticali che andranno a dividere lo spazio nell'immagine, per collocare i soggetti sulle linee o per inserire il soggetto o parte di esso su dei punti di forza, cioè i punti che si creano sull'intersezione di queste linee.
Abbiamo svolto successivamente delle esercitazioni sul ritratto e sul paesaggio.

Eccone alcuni esempi:




lunedì 24 febbraio 2014

Lo storyboard

“All’improvviso giro un angolo e trovo un bambino che, credendo di non essere visto, con un sasso in mano mira verso un’invitante finestra. Mentre lancia il sasso vado con lo sguardo alla finestra per vedere se riesce a colpirla, poi istintivamente torno a guardarlo per vedere cosa vuole fare ancora, ma lui guarda un punto dietro le mie spalle, cambia espressione e scappa a tutta velocità. Mi giro e vedo un poliziotto che ha appena girato l’angolo.La giustificazione fondamentale del montaggio sta nel fatto che esso riproduce il processo mentale ora descritto, cioè l’impiego del montaggio riproduce esattamente il modo in cui normalmente osserviamo la realtà.“
Ernest Lindgren

La scorsa settimana con il professore abbiamo cercato di interpretare il testo che avete appena letto.
Abbiamo fatto lo storyboard, ovvero illustrato tramite rappresentazioni grafiche, sotto forma di sequenze in ordine cronologico, delle inquadrature di un'opera filmata, dal vero come d'animazione.
Nei giorni successivi abbiamo eseguito le riprese seguendo gli storyboard realizzati.
I video sono in fase di montaggio, ma nel frattempo abbiamo creato una successione di immagini con il programma Movie Maker per ricreare la sequenza dell'opera da realizzare.



martedì 18 febbraio 2014

Visita a Palazzo Te


La settimana scorsa siamo andati con la prof. di storia dell'arte a visitare la mostra "L'ordine e la luce" presso Palazzo Te; abbiamo avuto la possibilità di interagire direttamente con un museo virtuale: tramite dei sensori si ha infatti la possibilità di esplorare antichi templi o palazzi. Durante la visita, oltre alle sale del Palazzo, abbiamo guardato un video creato da Bill Viola intitolato "The Raft": nel cortometraggio sono state radunate delle persone provenienti da diverse parti del mondo mostrando al pubblico come, nei momenti di difficoltà, anche se di etnia o cultura differente tutti gli individui si comportino nello stesso modo.

Un'immagine del "Museo virtuale"


venerdì 7 febbraio 2014

Teoria del campo

In queste ultime lezioni stiamo studiando la teoria del campo,una teoria messa a punto nel 1971 da un docente e studioso di arti grafiche Attilio Marcolli divenuto fondamentale per tutti quelli che si occupano di design, progettazione e comunicazione visiva in genere. Il suo studio si rifà alle teorie della Gestalt, secondo la quale la nostra percezione avviene per modelli e per configurazioni che si sono formate man mano nella nostra mente.
Questacaratteristica è molto importante per tutti quelli che si occupano di comunicazione visiva e che vanno alla ricerca di forme forti da usare nella comunicazione persuasiva.
La teoria del campo, muovendo da presupposti gestaltici e topologici, in estrema semplificazione dice che possiamo considerare come “campo” un insieme di elementi, un territorio, una zona delimitata in cui avvengono certi fenomeni o comportamenti secondo regole o criteri che valgono solo all’interno, del campo ma all’esterno non valgono più. Per semplificare ancora potremmo dire che il campo è un limite entro cui valgono certe regole. Il limite può essere fisico (un recinto) o concettuale (una categoria). Le regole possono essere leggi di natura o di diritto, o convenzioni su cui ci si mette d’accordo.
 
Ecco qui alcuni miei esempi.





martedì 28 gennaio 2014

I ragazzi di villa Emma

Sabato scorso siamo andati al Conservatorio di Musica ad assistere ad uno spettacolo intitolato "I ragazzi di villa Emma". Racconto di ragazzi ebrei fuggiti dalle persecuzioni naziste in Germania, i quali trovano rifugio a Nonantola un paese vicino a Modena, dove rimangono alloggiati in una villa: Villa Emma. In questa casa tutti insieme i ragazzi vivono, studiano e lavorano e vengono "adottati" dagli abitanti del luogo.  Per realizzare i video che accompagnano lo spettacolo, i registi, hanno conosciuto i "ragazzi" che ora vivono con le proprie famiglie in Israele.